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Antonio Lanfranchi
nuovo arcivescovo
di Modena

Il messaggio del vescovo alla diocesi di Modena

mOns. LanfranchiAlla Chiesa di Dio che è a Modena-Nonantola: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e del Signore Gesù Cristo. Facendo mie le parole dell’Apostolo Paolo alle sue Chiese, vi indirizzo il mio primo messaggio contemplando in voi l’amore di predilezione di Dio e la passione per la storia che condividete e costruite con quanti abitano nel medesimo territorio e ambiente.
Ho accolto la decisione del Santo Padre con trepidazione e un po’ di turbamento interiore per il delicato compito che mi viene affidato, soprattutto se rapportato alla mia povertà. Da quel momento ho cominciato a portarvi nel mio cuore, nei miei pensieri e nelle mie preghiere. Sono certo che altrettanto avviene in voi.
Esprimo anzitutto la mia gratitudine al Papa Benedetto XVI per la grande fiducia che mi accorda e rinnovo la mia filiale devozione e affetto.
Saluto poi con fraterno affetto e grande riconoscenza l’Arcivescovo Mons. Benito Cocchi che dal 1996 è alla guida dell’Arcidiocesi. Sono certo che non verrà meno il legame con questa Chiesa per la quale ha profuso con sapienza, passione evangelica e attenzione alle persone e alle situazioni di tutta la popolazione modenese tutte le sue energie negli anni del suo ministero e che continuerà ora in particolare quel servizio preziosissimo che è l’intercessione presso Dio. A lui mi affido come un figlio al padre per essere introdotto all’esercizio episcopale in mezzo a voi.
La scarsa conoscenza che ho della Arcidiocesi mi porta a venire a voi con quella novità e libertà di spirito che, sono certo, si tradurranno in stupore e riconoscenza al Signore per la ricca tradizione che l’Arcidiocesi vanta e per le luminose pagine di santità e di cultura, scritte in ogni comunità, che verrò gradualmente a scoprire e che faranno crescere in me il desiderio di essere strumento perché se ne possano scrivere altre nella storia di oggi. Mi accompagnano fin da ora alcune convinzioni che mi sento di comunicarvi. Il Signore ha promesso il centuplo a chi avrebbe lasciato tutto per seguirlo.
Nel mio variegato ministero ho sperimentato la verità di questa parola del Signore. Ad ogni distacco, ad ogni cambiamento a cui sono stato chiamato, il Signore mi ha arricchito con nuove relazioni, con nuovi fratelli e sorelle nella fede. Ora Egli mi chiama a lasciare la Diocesi di Cesena- Sarsina, che amo molto e dove fin dall’inizio mi sono sentito a mio agio per il calore e l’affetto con cui sono stato accolto, che mi hanno permesso di pormi con grande libertà interiore in ogni ambiente.
Grazie Cesena-Sarsina, sarai nel mio cuore e nelle mie preghiere. Avrò modo di dilungarmi su questo nel momento del commiato. Sono sicuro che la fatica del distacco sarà compensata dalla gioia della nuova parentela spirituale, che si aggiunge, formata da tutti voi, carissimi modenesi: presbiteri, diaconi permanenti, religiosi, laici.
E’ un grande dono del Signore. Vengo a voi con il desiderio di tradurre la comunione, in cui già siamo per l’azione vivificante dello Spirito, in quella fraternità che rende vivi e dà vigore alla missione. Sono convinto che la ricchezza delle comunità sia data dalle persone. Ciascuna di esse è un principio originale di sensibilità, esperienza, relazioni. Siamo costituiti nelle e dalle relazioni. L’evangelizzazione passa fondamentalmente attraverso le relazioni. Vengo a voi con la disponibilità e il desiderio di accogliere e valorizzare i doni suscitati in voi dallo Spirito per adempiere la missione affidata alla chiesa.
Sento rivolte a me le parole del Signore a Paolo a Corinto: “ Non avere paura… perché io sono con te…perché io ho un popolo numeroso in questa città” ( At 18, 9- 10 ). Il Signore ha un popolo numeroso a Modena, un popolo che abbraccia ogni persona, al di là della sua fede e della sua appartenenza alla comunità cristiana. Vorrei guardare ad ogni persona con quell’amore con cui è guardata dal Signore. A tutti il Signore ci manda per portare il Vangelo, la Buona Notizia dell’amore di Dio per l’uomo. La Beata Vergine Maria, nostra Madre, ci protegga e sostenga il nostro cammino. Intercedano per noi i Santi Patroni Geminiano e Silvestro. Nell’attesa di incontrarvi, invoco su di voi la benedizione del Signore.

+ Antonio Lanfranchi

Chi è il vescovo Antonio

Mons. Antonio Lanfranchi è nato Grondone Ferriere, in provincia Piacenza, il 17 maggio 1946.
Dopo gli studi ginnasiali nel Seminario vescovile di Piacenza e quelli filosofici e teologici al Collegio Alberoni della stessa città, ha frequentato a Roma la Pontificia Università Lateranense e il Pontificio Ateneo Salesiano conseguendo i titoli accademici in Teologia Biblica e in Scienze dell’educazione.
È stato ordinato sacerdote il 4 novembre 1971 per la diocesi di Piacenza, attualmente Piacenza- Bobbio. Dal 1971 al 1972 è stato assistente nel Seminario Vescovile di Piacenza; dopo gli studi a Roma, (1972/1977) è stato docente di Lettere presso il Seminario di Piacenza e insegnante di Religione nelle scuole pubbliche; dal 1978 al 1984 assistente spirituale dell’AIMC e segretario dell’Ufficio catechistico diocesano.
Dal 1984 al 1988 fu Direttore dell’Ufficio catechistico diocesano e nel 1987-1988 anche di quello regionale. Dal 1978 al 1986 è stato assistente diocesano dell’Azione Cattolica Giovani; dal 1986 al 1988 ha assunto la carica di assistente diocesano di Azione Cattolica per il settore adulti e dal 1988 al 1996 assistente nazionale del settore giovani di Azione Cattolica; nello stesso periodo è stato docente di pastorale giovanile presso Pontificia Università Lateranense in Roma.
Dal 1996 al 2003 è stato Vicario generale della Diocesi di Piacenza-Bobbio. Il 3 dicembre 2003 è stato nominato Vescovo di Cesena-Sarsina, ha ricevuto l’ordinazione episcopale l’11 gennaio 2004. Attualmente è membro della Commissione Episcopale per l’Evangelizzazione dei popoli e per la cooperazione tra le Chiese della CEI.
E’ il centesimo vescovo della diocesi modenese, il terzo arcivescovo-abate.

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7 Marzo 2010
III domenica di Quaresima

Dio è così come l’hanno conosciuto Mosè e gli Israeliti: un Dio che vuole la relazione con gli uomini. Perciò li cerca, pone sul loro cammino dei segni, sperando che s’interroghino su di essi….

Sono fatti normali anche ai nostri giorni: la polizia uccide alcune persone che hanno tentato di sovvertire l’ordine stabilito; altre persone morte per il crollo di un albergo, di un cinema, per un terremoto…