Parrocchia di Gesù Redentore - Arcidiocesi di Modena e Nonantola
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UNA PASQUA… ORDINARIA

l'annuncio dell'exultet

E’ stata una bella Pasqua, resa gioiosa dalla presenza e dal servizio di tanti giovani, quella che ha celebrato la parrocchia di Gesù Redentore in questo 2009, densa di ricordi e di gratitudine per il cammino con cui il Signore ci ha condotto fin qui. Il Giovedì santo abbiamo ricordato il vescovo Benito che, un anno fa, ci invitava ad essere attraverso la Casa della Carità una parrocchia “col grembiule”: la Casa accoglie ora quasi una decina di ospiti residenti, è punto di riferimento per molti che hanno bisogno, e una dozzina di anziani il mercoledì e il venerdì vi si ritrova per passare lì la giornata in compagnia di alcuni volontari. Il giro delle persone che danno una mano si sta pian piano allargando e diverse famiglie si sono già rese disponibili per turni di qualche mese, per affiancare i responsabili, Massimo Cavazzuti e Mirca Manelli.

L'adorazione della croceIl Venerdì santo ancora una volta il crocifisso della nostra chiesa, che tanto colpisce i visitatori, ci ha offerto, durante l’adorazione della Croce, l’immagine sconvolgente di Colui che ha preso su di se tutto il male del mondo e tutta la nostra incapacità d’essere davanti a Dio uomini e donne minimamente decenti. Il dipinto, in cui Cristo, crocifisso ma ben vivo, guarda verso l’alto e porta con sé gli altri due sottoposti allo stesso supplizio, ci dice che, resi nuovi dal perdono, siamo e saremo accompagnati da Lui fin davanti al Padre.
Alla sera, la Via Charitatis dai luoghi delle due chiese storiche della nostra parrocchia si è snodata per le vie del quartiere e la passione di Gesù ha offerto ancora senso e sollievo alle solitudini, alle difficoltà, alle sofferenze che toccano Un momento della via Charitatis
tante famiglie e tante persone. Fermandoci, per una delle ultime stazioni, in prossimità della Casa della Carità, abbiamo ricordato l’emozione dei due anni precedenti, quando nel 2006 la Via crucis è entrata nel cantiere accanto ad una Casa della Carità ormai avanti nella costruzione, e quando nel 2007 la Via crucis vicariale, con il vescovo Benito, si concludeva dentro la nuova chiesa da poco chiusa dalla copertura.

Sabato sera la veglia di Pasqua è iniziata con tanti L'accensione del Ceroradunati sulla piazza antistante il sagrato: anche questa parte di città davanti al nuovo centro parrocchiale è ormai conclusa ed esprime compiutamente la volontà del nuovo complesso di dialogare a livello urbanistico, ma soprattutto umano, con la città e tutti coloro che vivono questi luoghi e giornalmente li attraversano. Uno spazio che le dimensioni e la serenità delle proporzioni della piazza-sagrato indicano già come spazio altro, spazio sacro delle relazioni, dell’incontro libero e cordiale, espressivo dell’identità della comunità cristiana più di tanti segnali esteriori.

Fare memoria delle parole del Signore, è stato l’invito caldo che ci è venuto dalle liturgie del giorno di Pasqua, in cui i racconti evangelici ci hanno parlato di uomini e donne come noi, muti davanti ad un mistero che non si può né comprendere, né esperire, ma capaci di ricordare le parole della Scrittura, attraverso le quali è possibile ricomprendere la vita, dare senso alle prove, riconoscere la presenza del Signore.
Ma la qualità speciale di questa Pasqua l’ha data forse ciò che stiamo vivendo in questi mesi: il tentativo di vivere un’ordinarietà della vita parrocchiale dopo tanta straordinarietà. Le vicende eccezionali della costruzione che hanno assorbito tante energie, si sono concluse e la parrocchia prova a vivere la quotidianità nei nuovi spazi, privilegiando l’attenzione per il tessuto delle relazioni, il rapporto col territorio, la responsabilità verso i bambini e i giovani. Se per alcuni anni l’avventura della costruzione ha avuto giocoforza un effetto centripeto sulle attività e le iniziative, ora è il momento, come credenti, di “tornare a casa”, di “andare verso”, e far avvertire, più di quanto non sia avvenuto in questi anni, nelle nostre famiglie, nel vicinato, nei luoghi di lavoro, quanto Dio sia vicino alla vita di tutti. Dalla domenica a tutti giorni, da quella casa che è la chiesa alle chiese delle nostre case, la notizia meravigliosa della Pasqua ci chiede di essere testimoni del Risorto nella vita concreta di tutti i giorni, perché, sanate e alimentate dall’amore di Cristo, tutte le relazioni che viviamo siano specchio della familiarità che c’è tra il Padre, il Figlio e lo Spirito.

I vespri d'organo con Alessandro Manni

Guardiamo le immagini dei diversi momenti della Pasqua della Comunità:

 


La Parola
della
Domenica


Immagine della settimana
7 Marzo 2010
III domenica di Quaresima

Dio è così come l’hanno conosciuto Mosè e gli Israeliti: un Dio che vuole la relazione con gli uomini. Perciò li cerca, pone sul loro cammino dei segni, sperando che s’interroghino su di essi….

Sono fatti normali anche ai nostri giorni: la polizia uccide alcune persone che hanno tentato di sovvertire l’ordine stabilito; altre persone morte per il crollo di un albergo, di un cinema, per un terremoto…