ChagallNel segno del cammino è iniziata martedì 7 settembre la sagra di Gesù Redentore. Il primo giorno del Triduo di preparazione ha visto quasi 100 persone dirigersi a piedi verso il santuario di Cognento, verso la fonte di quel santo, Geminiano, sotto la cui protezione è nata il 9 settembre del 2001 la parrocchia di Gesù Redentore. Il pellegrinaggio, scandito da letture dal libro dell’Esodo, ha invitato a sentirsi popolo che Dio guarda e ascolta con compassione e perciò chiama fuori dalle sue schiavitù.
Il perdono, chiesto al Signore all’inizio, e poi scambiato reciprocamente fra la gente, ha dato avvio al cammino, interrotto da due tappe. Nella prima è stato forte il richiamo alla fiducia: il popolo di Dio si forma infatti da un uomo, Mosè, che pone la sua fiducia nel Dio della promessa e da Lui riceve fiducia. L’invito ad un dialogo fiducioso con qualche sconosciuto compagno di strada durante il pezzo di cammino successivo ha permesso a molti di conoscere altre persone e di condividere che cosa significhi nella nostra vita di tutti i giorni camminare con Dio e alimentare la fiducia in noi e intorno a noi.
La seconda tappa ha suggerito di vedere nell’indurimento del cuore del Faraone e nelle difficoltà che Mosè deve affrontare le prove con cui il Signore ci prepara a resistere nella crisi, passaggi importanti che temprano e fanno crescere, capaci di produrre “pazienza… virtù provata… speranza” (Rm 5, 3-5). Il cammino successivo ha invitato ciascuno a pensare alle proprie prove e a guardarle come occasioni in cui la grazia di Dio si manifesta nella nostra debolezza.
All’arrivo il gruppo è stato accolto dal saluto di don Franco Malagoli, parroco di Cognento. La breve omelia di don Lorenzo ha invitato tutti a continuare nella vita “gli esercizi” messi in atto nel pellegrinaggio: perdonare e lasciarsi perdonare, acamminare con Dio e con gli altri, dialogare, riflettere, fidarsi…
A conclusione del cammino a ciascuno è stata consegnata una piccola conchiglia, metafora fin dall’antichità della nascita e della vita, simbolo del pellegrino e pubblica confessione di fede con l’inizio dei pellegrinaggi a San Giacomo di Campostela: un segno per ricordare la fonte da cui siamo nati a Vita nuova; per ricordare la Chiesa, il suo Vescovo, i suoi preti, chi nella comunità ha dato la vita per il bene di tanti; per ricordare che la vita è un cammino di fiducia e di lotta, la cui meta e certa. Un segno ad accompagnare il cammino di questo nuovo anno pastorale, lasciandoci guidare dal Signore che è nostro pastore e che educa il suo popolo.
Patrizia Comitardi

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IN PIAZZA, POPOLO CHE DIO EDUCA CON LA PAROLA

Mercoledì 8 settembre, festa della Natività di Maria, secondo giorno del triduo che ci prepara alla Sagra della nostra parrocchia, è stata riproposta l'iniziativa "Vangelo nelle piazze", un momento di ritrovo all'aperto per la comunità, invitata a riunirsi in 4 punti diversi del territorio. Quest’anno un invito speciale è stato fatto ai bambini e ai genitori del catechismo. Ogni incontro è stato condotto da un operatore pastorale affiancato da un catechista. Nonostante il tempo incerto con qualche fulmine all'orizzonte, la serata ha consentito lo svolgimento degli incontri nei parchetti di via Emilio Po, via Newton, via Pignedoli e nella piazza dell’Agorà e, inaspettatamente, l’affluenza è stata piuttosto alta tanto che in alcuni punti di ritrovo la ventina di sedie predisposte non è stata sufficiente a mettere tutti seduti.
aA partire dai bambini, le persone sono state invitate a scegliere tra gli oggetti disposti su un tappeto (orologio, pane, agenda, padella, cd, cellulare, astuccio etc) quello che meglio rappresentava la loro famiglia in quel momento di vita. Poi la riflessione comune sul vangelo del giorno - la lunga genealogia di Gesù e l'invito a Giuseppe da parte dell'angelo a non temere di prendere come sposa Maria, poiché quello “che è generato in lei viene dallo Spirito Santo” - ha aiutato tutti a comprendere che a Dio piace questa umanità; che la vita, rappresentata dagli oggetti proposti, è la creta che Egli lavora per trasformarci e renderci uomini e donne come Lui desidera; e anche che nelle gioie come nelle difficoltà, nei doni come nei limiti che abbiamo, Dio è con noi in Gesù, nato da una figlia di questa umanità. Si e' così riflettuto sul fatto che Dio ha per tutti un disegno, verso il quale siamo chiamati ad avere fiducia, così come - ha ricordato un bimbo molto attento - ha fatto Abramo con Dio, mettendosi in cammino e continuando ad avere speranza nelle sue promesse. E’ il Signore per primo, infatti, che ci da fiducia, perché ci ama per come siamo, ancor prima che noi decidiamo di fidarci di Lui e di seguirlo.
E’ stato bello il fatto che nel dialogo ognuno - adulto o bambino, persona più o meno presente nell’ambito della parrocchia – è stato in grado di apportare un suo personalissimo contributo alla discussione. In particolare, gli interventi dei bambini sono stati il segno più tangibile della presenza di Dio nel territorio e nelle famiglie giovani della nostra comunità.
Roberta Cantaroni e Cinzia Andreatini

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Bertoli canta Bertoli

Alberto Bertoli a Gesù RedentoreCon la curiosità di una che di Pierangelo Bertoli conosceva solamente “il Pescatore”, canzone cantata e ricantata in mille occasioni, venerdì sera ho pensato di andare anch'io al concerto. Arrivo, col mio solito ritardo accademico, e mi siedo in fondo alla platea dove è rimasto qualche posto libero. C'è tanta gente e una bella atmosfera. Sul palco solo due persone: un ragazzo con i capelli lunghi che canta e suona la chitarra (Alberto Bertoli, figlio di Pierangelo) e a fianco un collega-amico che alterna nel suonare chitarra e tastiera . Molto semplice, quasi informale. Potrebbero essere due ragazzi grandi della parrocchia. Tra l'altro l'accento del cantante è Sassolese d.o.c. “Che bello” mi dico. Intorno a me c'è silenzio e attenzione, non scontato per una sagra.
Quasi tutte le canzoni sono a me sconosciute, ma la bella voce e i modi familiari del cantante mi invogliano proprio a rimanere, nonostante il freddo barbino e la mia poca previdenza nel portarmi una giacca! A fine serata mi porto a casa la voglia di riascoltare qualche brano e magari di guardare bene i testi. Uno mi colpisce particolarmente (“A muso duro”) perché mi fa venire in mente il brano di Vangelo in cui Gesù indurisce il volto e sale verso Gerusalemme (Lc 9,51): “[...] Canterò le mie canzoni per la strada ed affronterò la vita a muso duro, un guerriero senza patria e senza spada con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro [...]”.
Che dire ancora? Al prossimo concerto di A.Bertoli probabilmente ci sarò anch'io, anche per ascoltare la sua personale inclinazione al Rock che questa serata non prevedeva, in quanto memorial-tributo al padre scomparso.
Monica Manni

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TORNEO di GESU’ REDENTORE e PRIMA EDIZIONE “MEMORIAL GIULY”

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Si è conclusa domenica 12 settembre la prima edizione del Torneo di Gesù Redentore. Una bella iniziativa che ha soddisfatto in pieno gli organizzatori che sono riusciti nell’intento di coinvolgere negli spazi sportivi della parrocchia, facendoli giocare tutti insieme, circa una trentina di ragazzi dai 10 ai 21 anni. La formula prevedeva due pomeriggi di gare -alternate tra partite di roverino, pallavolo e calcetto- con semifinali e finali nella giornata conclusiva. Venerdì 10 e sabato 11 i ragazzi iscritti al torneo si sono fronteggiati in una serie di entusiasmanti partite che hanno saputo coinvolgere i giovani in due pomeriggi di divertimento con l’obiettivo del far gruppo e gioco di squadra.
aStessa formula non competitiva per la prima edizione del “Memorial Giuly” disputata invece domenica 12: un torneo di calcetto a cinque intitolato al nostro Giuliano Lugli che, come tutti sanno, ha sempre avuto una strepitosa e coinvolgente presenza tra i giovani del nostro quartiere. Gli stessi giovani della parrocchia hanno infatti fortemente voluto, e organizzato, questo momento di sport col fine di ricordare una grande persona, oltre che un grande amico per tutti. Dalle ore 16.00 alle 19.30 le cinque squadre iscritte si sono così alternate in un girone all’italiana, non competitivo, affrontandosi sul difficile campo in erba e decretando la vittoria alla squadra Legea.
Un pomeriggio all’insegna dello sport e dell’intrattenimento musicale che ha saputo coinvolgere decine di curiosi e di giovani, oltre alla gradita presenza del papà, del fratello e del nipotino di Giuly.
Nella serata stessa, al termine dello spettacolo Raccontaparrocchia presentato sul grande palco allestito in occasione della Sagra, don Lorenzo ha premiato la squadra vincitrice con una targa argentata recante la foto di tutti i partecipanti al torneo. Premio, questo, donato a sua volta dal capitano della squadra alla parrocchia, permettendo a chiunque di poter avere sempre vivo il ricordo del nostro amico Giuly.
Non ci rimane che attendere la seconda edizione dell’anno prossimo; già si pensa , infatti, ad una possibile combinazione con l’appuntamento annuale del “Super Cinque”: dal 2011 quasi certamente intitolato “Memorial Giuly”, così come ben metteva in mostra il lungo striscione di cinque metri che abbracciava parte del campo in erba su cui si è disputata la bella gara.
Michele Laurenzana

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INTORNO ALLA TAVOLA

Gnocco e tigelleGià da vari anni alla sagra gli spazi della convivialità sono curati e seguiti con passione e con l’obiettivo di creare un clima accogliente e cordiale. Per questo ogni anno si coinvolgono i gruppi degli adolescenti attraverso i loro animatori per il servizio ai tavoli, i genitori dei bambini delle elementari per le torte da vendere, i ragazzi più grandi per il servizio al bar e la vendita dei dolci e tanti volontari per l’allestimento delle strutture, il servizio in cucina e per lo stand del gnocco e delle tigelle.
Lavorare alla sagra, come fare un servizio concreto in parrocchia, fa sentire parte della comunità permette di toccare con mano come con il poco di tanti si costruisce qualcosa di grande. Anche quest’anno è stato così e tante sono state le persone che hanno dato una mano.
La cucina ha proposto per ogni sera un menù diverso: fritto di pesce la prima sera, primi modenesi la seconda e la terza grigliata di carne. E ancora piadine, gnocco e tigelle. Tutto squisito e consumato in allegra compagnia. Ci hanno aiutato anche gli anziani degli orti per il gnocco fritto e il macellaio Alberghini e famiglia per la grigliata, segno che siamo presenti insieme ad altri nel nostro territorio e collaboriamo.
Alcune donne turche mussulmane, che risiedono nella nostra parrocchia, hanno donato dolci della loro tradizione che abbiamo venduto insieme agli altri, anche questo segno voluto per indicare che le relazioni che noi creiamo non hanno confini.
Che bello vivere in una comunità, che bello vivere la sagra!
Maria Rita, Angelo, Fosco

SEMI DI VANGELO NEL RACCONTAPARROCCHIA

Anche quest'anno noi catechisti di 3^ elementare abbiamo voluto essere presenti al Raccontaparrocchia. Abbiamo scelto di mostrare con alcune immagini la rappresentazione della Parabola del Seminatore che i bimbi hanno messo in scena per i genitori a maggio scorso. Nella presentazione, intervallata dalle parole della parabola, i bimbi rappresentavano la strada su cui cade il seme (la parola di Dio) e gli uccelli che la portano via da cuori distratti e non interessati, i sassi che rappresentano i comportamenti che fanno "seccare" la Parola nel nostro cuore (l'egoismo, la cattiveria, l'indifferenza...), le spine che rappresentano le distrazioni di ogni giorno (troppi impegni, troppi beni materiali…) che soffocano la Parola e infine il terreno buono, il cuore aperto e fiducioso nel quale la Parola dà frutti. La promessa dei bimbi è quella di fare di tutto per essere sempre terreno buono e fertile. La presentazione è stata dedicata a Giuly, catechista e grande amico, che ha lasciato un grande vuoto nei nostri cuori e a Suor Olga che in ottobre ritornera' in Brasile e che ci ha accompagnati con fede, gioia ed energia per i primi due anni di catechismo.
Roberta, Gloria, Anna, Cinzia, Rita, Elena, Valeria, Federica e i bimbi di 3^ elementare