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i CONCERTi D'ORGANO A GESù REDENTORE

 

La lettera di una parrocchiana
Intervento del parroco a un Convegno internazionale su architettura e liturgia, celebrato a Bose nel giugno 2009

 

La chiesa di gesù redentore in modena

esterno chiesa

In breve

1.   La chiesa di Gesù Redentore, sorta a Modena in via Leonardo da Vinci, è stata progettata dall’architetto milanese Mauro Galantino, che ha vinto un concorso nazionale indetto dalla Conferenza Episcopale Italiana per qualificare l’architettura religiosa.

 2.   La forma architettonica farà sì che i gesti della fede nutrano la vita del popolo di Dio,  stimolandolo a costruire una storia che l’architettura da sola non potrebbe mai completamente narrare. Invece di cercare di raccontare il divino, l’architettura si fa dimessa per suggerire alla comunità ecclesiale la sua centralità, e suscitare in lei la responsabilità di raccontare l’opera di Dio di cui è oggetto.

 3.   La piazza del sagrato accoglie la città e la pone nello stato dell’interesse e nella percezione degli elementi-soglia architettonici: facciata, nartece, portale, i quali suggeriscono l’accoglienza e l’incontro con Dio più che la monumentalità.

 4.   All’interno della chiesa, l’assemblea presenta una disposizione originale: è rivolta una metà all’altra, sulla linea di una grande ellisse di cui la Parola (ambone)  e il Sacrificio (altare) sono i due fuochi: la comunità eucaristica è soggetto e oggetto della preghiera.

5.   Dietro l’altare una grande vetrata rende visibile dall’interno una zona verde con degli ulivi, mentre sul lato opposto si vedrà la fontana con l’acqua corrente generata dal fonte battesimale. Sono ambiti a cielo aperto la cui visione è possibile solo dall’interno.

 6.   Il nuovo centro comprende, oltre la chiesa e le opere parrocchiali, anche una casa di accoglienza per persone svantaggiate (15 ospitalità piene, 30 diurne): anziani o poveri o disabili leggeri. La casa è uno strumento dell’educazione alla solidarietà, fa diventare la carità seme di cittadinanza, in rete con altre iniziative. 

con i bimbi del catechismo al fonte

Leggi l'aricolo di Paolo portoghesi su L'osservatore romano del 20 gennaio

La chiesa di Gesù Redentore a Modena merita l'apertura di un dibattito approfondito sia per le indubbie qualità architettoniche dell'opera, sia per l'impostazione liturgica, decisamente innovativa. Il progetto della chiesa è uno dei progetti-pilota varati dalla Conferenza episcopale italiana, nel 2000, per le nuove chiese di Modena, Foligno e Catanzaro-Squillace, vinti rispettivamente da Mauro Galantino, Massimiliano Fuksas e Alessandro Pizzolato. .... continua....->

Leggi il commento di una parrocchiana

Spero che molte persone abbiano espresso il loro parere sull’articolo di Portoghesi pubblicato sull’Osservatore Romano il 20/1. Vorrei aggiungere anche il mio, come parrocchiana che ha vissuto gli anni della progettazione e della costruzione della nostra chiesa, non come architetto o teologo o liturgista Non entro perciò nel merito delle specifiche competenze ma sottolineo che la nostra chiesa bisogna viverla, assaporarla perché davvero per essere pietre vive l’estetica non basta. .... continua....->

Leggi l'ntervento del parroco a un Convegno internazionale su architettura e liturgia, celebrato a Bose nel giugno 2009

Il card. Martini, inaugurando una chiesa costruita dal nostro progettista, Mauro Galantino, disse che le chiese non devono costituire una dichiarazione arrogante del credo o pretendere la centralità della chiesa nella città, ma hanno la vocazione di rappresentare in modo chiaro il servizio che la chiesa offre a tutti con la propria testimonianza nell’ambito della ricerca del senso.
Ha risposto a questa prospettiva la chiesa di Gesù Redentore?.... continua....->

 

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La Parola della Domenica

Il commento della settimana

II domenica tempo ordinario (B)

 

L'evangelista Marco apre il suo Vangelo narrando la prima giornata di Gesù a Cafarnao. È come una giornata tipo di Gesù. E ci appare subito molto diversa dalle nostre giornate, segnate spesso dalla monotonia, dalla tristezza, dalla banalità, e talora dal non senso...