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i CONCERTi D'ORGANO A GESù REDENTORE

 

venerdì 13 maggio 2011 ore 21.00
Jorg Abbing
suona Piroye, FrancK, Listz, Alain

 
Gli ultimi concerti
Yanka Henkimova
Claudio Astronio
Zuzana Ferencikova
Sorelle Nikitine
GIuliana Maccaroni
Federica Iannella
 

 

L'organo di Gesù Redentore

Benvenuti nella chiesa di Gesù Redentore!

Al cuore della chiesa che ci accoglie, intorno all’ellisse disponibile, principale segno dell’assemblea, siamo partecipi di quanto questa sera gli autori, l’interprete e lo strumento ci propongono. Attraverso una partecipazione creativa, nasce in noi e intorno a noi, e arriverà a tanti e per i secoli, novità di vita e bellezza. Lo Spirito santo agisce in una comunità che ascolta!
La complementarietà fra le prime musiche della storia di Israele e i Salmi, ha suggerito, nella costruzione dello strumento, di erigere nel grande ambone un corpo dell’organo, corrispondente alla prima tastiera dell’unica consolle.
Da qui il titolo del cartellone: “Eco della Parola nella città perché canti la chiesa”. Al lato destro dell’altare, il Grand’organo e l’Organo espressivo, con la facciata materica dipinta all’inglese, corrispondente al 2° e 3° manuale; sulla cantoria l’antifonale che corrisponde alla 4^ tastiera.
Un grande strumento, progettato da Matteo Malagoli e costruito dalla ditta Pedrini Cremona organi, sulla scorta del materiale inglese, restaurato filologicamente, l’unico a 4 tastiere della provincia di Modena e dislocato su tre fonti sonore.
Buon ascolto, buon ristoro dell’anima! La comunità parrocchiale

La facciata dell'organo

L’ Organo «Hewins, Norman&Beard, Gray&Davison, Rushworth & Dreaper, Henry Booth, F. Pollard, Compton, Pedrini 1880-2009» fra arte e liturgia

L’organo di Gesù Redentore è l’unico a quattro tastiere nella Provincia di Modena; è composto di materiale fonico inglese, una rarità nel panorama organistico nazionale; si presta all’esecuzione di qualsiasi repertorio, classico e contemporaneo, si offre come sede naturale di una qualificata attività musicale.

L’organo di matrice inglese nella liturgia

La sonorità dell’organo inglese, da sempre serva e non protagonista, differisce da quella degli organi italiani per i tre registri di fondo ogni manuale, adatti a qualsiasi situazione musicale e di una fonica in grado di inserirsi nella liturgia del Concilio Vaticano II potendo offrire dolcezza, sobrietà e potenza.

Il lavoro costruttivo ha visto attori principali persone competenti nel proprio settore, disposti a collaborare senza rinunce ai valori peculiari: l’architetto Mauro Galantino, il promoter dell’iniziativa Matteo Malagoli, l’organaro Marco Fracassi, i responsabili della parrocchia.

Le motivazioni della costruzione

Il culto cristiano, diffuso negli ambiti della vita ed espresso pienamente nella comunità radunata, adorazione “nello Spirito e nella verità” (Giovanni 4,23) non è supportato adeguatamente dalla musica da chiesa odierna, in cui le Scholae cantorum non riescono a far cantare le comunità e la musica leggera proposta non ha sufficiente profondità.

L’organo è stato costruito per la formazione della comunità e dei musicisti, l’integrazione della musica liturgica, l’offerta artistica alla città.

L’ambone

Il disegno dei luoghi liturgici dell’aula di Gesù Redentore è dovuto ad alcune necessità: ereditare la Riforma liturgica, consentire visibilità dei luoghi, valorizzare l’assemblea e dar importanza all’ambone, facendone riferimento stabile e attraente secondo le norme. Comunicando al primo millennio cristiano, dove non la produzione musicale ma il cantare con semplici melodie la parola biblica generò la musica liturgica, si è proceduto ad individuare tre polarità sonore dell’organo:

  • il corpo sonoro maggiore, collocato in posizione preminente per la fruizione dell’assemblea, a destra dell’altare, vicino ai cantori e musicisti

  • un secondo corpo sonoro, a emblema del rapporto Parola-suono, collocato all’interno dell’ambone, in mezzo all’assemblea

  • un corpo di risposta in fronte al primo, collocato sul soppalco.

L’estetica della chiesa e quella musicale

La ripresa della grande tradizione è conforme alla funzionalità e all’estetica dell’edificio dove parla non il simbolizzare con aggiunte ma l’incidere dei vettori cristiani essenziali quali i luoghi liturgici e le immagini principali. Il soggetto comunità e le sue parole costituiscono il necessario amen al sì di Dio che è Cristo Gesù. L’organo risente, quanto a estetica dell’immagine e del suono, di questa scelta che “serve” la comunità radunata e quella cittadina più dei segnali protagonisti in voga.

Provenienza e composizione dell’organo

Birmingham
La maggior parte del materiale fonico dell’organo di Gesù Redentore proviene da Birmingham, seconda città britannica, dove era abbandonato a se stesso o custodito in chiese dismesse. Enormi fattori di trasformazione sociale, conseguenti alle due Guerre Mondiali, hanno fatto sì che la maggior parte degli edifici religiosi inglesi proliferati in epoca Vittoriana in alcune congregazioni personalistiche, divenissero man mano inutili, per il sempre minor numero di fedeli.

Organi “Great” e “Swell”
Il Grand’Organo (Great) e l’Organo Espressivo (Swell) del corpo maggiore dell’attuale strumento, suonabile dalla seconda e terza tastiera della consolle, proviene dall’organo Hewins, in origine nella Christadelphian Church di Birmingham. E’ completato: dalla facciata corrispondente a un Open Diapason di 16’ (registro di ampio diametro originariamente dell’organo di Haileybury), alla pedaliera da un Violoncello, un’ancia di 16’

e alcune file acute nonché la risultante di 32’, e da ulteriori integrazioni databili dalla prima metà del XIX secolo agli inizi del XX, delle manifatture Norman&Beard, Gray&Davison, Rushworth&Dreaper, Henry Booth e F. Pollard.

Organo positivo e antifonale

Il corpo dell’ambone-pulpito proviene dalla chiesa Metodista di Sittingbourne, Contea del Kent. Nella consolle corrisponde alla prima tastiera, Positivo-Ambone. Non c’è stato bisogno di aggiunte perché l’organo è completo e dal suono raffinato.
Il corpo Antiphonal, corrispondente alla quarta tastiera della consolle e ubicato nel soppalco, proviene da un organo da cinema Compton, cui sono stati aggiunti registri coevi ad ancia e un oscillante originariamente dell’organo di Haileybury.
La storia organaria italiana vede realizzarsi un’operazione eco della parola biblica «la pietra scartata dai costruttori è divenuta pietra angolare, una meraviglia ai nostri occhi» (Matteo 21,42 e Salmo 118,22). Anche il fatto che in vista gli organi mostrino non decorazioni ma le materie di base delle canne di metallo e di legno colorate, illustra questo motivo, adeguando gli organi all’estetica sobria della chiesa.


Il restauro filologico e la nuova costruzione

L’organo a canne in tre corpi distinti e l’elegante consolle a quattro tastiere sono stati appositamente progettati e costruiti di nuovo dalla ditta cremonese Casa Pedrini Cremona Organi che, con questo strumento, ha raggiunto il primo centenario di attività. Essa fu avviata da Giuliano Paolo Pedrini di Binanuova (CR) e prosegue nella stessa sede con la direzione di Marco e Carlo Fracassi e l’apporto dei figli e di collaboratori qualificati. Marco Fracassi è anche organista conosciuto sul piano internazionale e docente al Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Cremona. La ditta è responsabile del restauro filologicamente rigoroso dei materiali e della costruzione ex novo degli organi e della consolle a quattro tastiere. In questa manifattura ha speso le competenze accumulate e ha versato il desiderio di un costante approfondimento e di una evoluzione aperti alla contemporaneità.

Valore nel contesto della chiesa e della città

L’organo di Gesù Redentore appare: un progetto ambizioso, sotto il profilo musicale, un progetto doveroso, sotto il profilo liturgico, un progetto rigoroso, sotto il profilo organario. Queste tre forti particolarità lo collocano come uno tra i più significativi tra i progetti organari italiani di inizio 2000. La comunità modenese si arricchisce di un prezioso strumento della fede e della cultura, unico nel suo genere per la coniugazione di teologia, liturgia e cultura musicale. Se ne prevede l’uso a supporto delle celebrazioni, vespri d’organo e dialoghi spirituali, l’attività concertistica. L’estensione dei programmi è tale da costituire un riferimento costante per i cittadini.

Il nostro tempo ha bisogno di momenti di ristoro dove la cultura e l’arte, rese vicine da validi interpreti, offrano quel riposo che i discepoli ricevevano dal Maestro.

Le organiste e gli organisti invitati negli anni

I anno - 2009

Concertiste internazionali:

Jennifer Bate – Londra

(Concerto d’Inaugurazione)

Federica Iannella - Pesaro

Giuliana Maccaroni – Pesaro

Zuzana Ferjencikova – Vienna

Interprete dei Vespri d’organo:

Alessandro Manni - Modena

II anno - 2010

Concertisti internazionali:

Claudio Astronio – Bolzano

Klemens Schnorr – Feiburg

Jean Guillou – Parigi

Marco Fracassi – Cremona

Yanka Hekimova – Parigi

Interpreti dei Vespri d’organo:

Alessandro Manni - Modena

Matteo Malagoli – Reggio Emilia

 

La Parola della Domenica

Il commento della settimana

iii Domenica
di Pasqua

 

il crocifisso è risorto.
cristo è vivo

Quello dei discepoli di Emmaus è uno dei brani più conosciuti e più belli dell'intero vangelo. Nel racconto dei discepoli di Emmaus che, scoraggiati, tornano a casa loro scappando da Gerusalemme, san Luca concentra una riflessione assolutamente esemplare sulla capacità che noi uomini abbiamo di complicarci la vita.n Sono tristi, i discepoli, e parlano delle loro disgrazie. Tristi, si caricano a vicenda, facendo a gara a chi si butta più giù, come si fà, a volte, fra persone scoraggiate...